Wednesday, June 1, 2011

Una nuova storia di Don Rosa

di Andrea Cara

Keno Don Hugo Rosa, o più semplicemente Don Rosa, è molto ben conosciuto da tutti noi

fan dei fumetti Disney per la sua saga “The Life and Times of $crooge McDuck”, ovverosia la “Saga di Paperon de’ Paperoni”, in cui racconta in maniera dettagliata, saccheggiando a piene mani dall’opera del grande Carl Barks, episodi e frammenti della vita e delle opere del papero più ricco del mondo. E’ quindi una vera e propria biografia a fumetti di Paperone, sulla falsariga di una Graphic Novel, che gli ha fatto meritare l’Eisner Award nel 1995.


Mentre il nostro Don è a ben titolo riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per le sue trasposizioni a fumetti delle avventure dei paperi più famosi del mondo, il suo rapporto con Mickey Mouse, il nostro beneamato Topolino, è a dir poco negativo. In questo, per lo meno in parte, ricalca quanto era già successo con Carl Barks, il quale, non avendo nelle sue corde il Topo del Calisota, ha disegnato, in tutta la sua lunghissima carriera, solo una storia con Topolino come protagonista, Topolino e il mistero del cappellino rosso (The Riddle of the Red Hat, http://coa.inducks.org/story.php?c=W+OS+++

79-01).


Don Rosa si è spinto più in là, se possibile. Benché Don Rosa sia stato interessato a disegnare solo storie legate al mondo dei paperi, spesso e volentieri troviamo nascosti dei piccoli Topolini, o semplicemente le inconfondibili teste, in singole vignette di molte delle sue storie (i cosiddetti Hidden Mickeys).


Anche in questo il cartoonist del Kentuky risulta un maestro, essendo in grado di produrre gag divertentissime mostrando Topolino in situazioni a dir poco umilianti.

Un esempio per tutti: a pagina 6 del sesto capitolo della saga di paperone, Il Terrore del Transvaal (http://coa.inducks.org/story.php?c=D+92273&search=il%20terrore%20del%20transvaal), troviamo Topolino spiattellato sotto il peso della zampa di un elefante; non è propriamente una posa dignitosa!


Nonostante tutto, Don Rosa ha trovato il modo di omaggiare Topolino in una singola storia, per la verità mai pubblicata nella sua forma definitiva, dove compare in compagnia di Pippo, quest’ultimo disegnato da Barks nella stessa storia (Barks ne aveva disegnato anche un lontano parente in una storia con Droopy come protagonista; insomma, una bella confusione!).


Ci fa quindi piacere in questa sede presentarvi le prime due tavole della storia sotto forma di storyboard, o sceneggiatura disegnata, in cui compare Topolino, e disegnata da Don Rosa nell’ormai lontano 1989, dal titolo “The Starstruck Duck” (http://coa.inducks.org/story.php?c=D+2004-277), che

viene pubblicata per la seconda volta oggi nel volume Walt Disney Treasury: Donald Duck Volume 1 della BOOM!


C’è da dire che come sempre i paperi sono i protagonisti, ed in particolare Paperino, che con una sfilza di divertentissime gag incontra Topolino e Pippo solo nell’ultima pagina, dove peraltro risultano gli uni agli altri dei perfetti sconosciuti.


Ma come mai Don Rosa ha deciso di disegnare questa storia?


Il modo più semplice per rispondere a questa domanda è di riportare la traduzione del testo originale che Don Rosa ha inviato alla Egmont per la sua inclusione nel secondo volume della serie Disney’s Hall of Fame dedicato a Don Rosa, pubblicato nei paesi scandin

avi e in Germania, dove la storia era stata pubblicata per la prima volta.

Eccola quindi di seguito:


“Alla fine del 1988, la Gladstone mi chiese di disegnare una storia molto speciale! Il parco divertimenti a tema della Disney-MGM Studio (oggi i Disney’s Hollywood Studios [n.d.t.]) era in fase di completamento e la Disney aveva chiesto alla Gladstone Comics una storia con Paperino come protagonista per promuovere il nuovo parco; un compito che gli editori hanno passato a me. Tutto questo è stato particolarmente interessante, dato che sono stato invitato per una visita speciale come VIP nel parco ancora in fase di completamento! Mi sono quindi fermato a DisneyWorld mentre tornavo da una vacanza di Natale alle Key West, e ho fatto un bel giro per tutto il parco giochi. Ho preso varie note e fatto diversi schizzi che avrei poi usato per una storia con Paperino ambientata nel parco. Quando ero piccolo, nella metà degli anni cinquanta, i fumetti Disney della Dell a volte presentavano storie dove Paperino o Topolino o gli altri personaggi Disney visitavano l’allora nuovissimo parco di divertimenti Disneyland in California; storie promozionali sicuramente richieste dalla Disney così come ora mi veniva chiesta una storia promozionale dalla Gladstone. Il modo in cui funzionavano quelle vecchie storie della Dell era che avremmo visto Paperino portare i suoi nipoti a Disneyland per poi, dopo circa una pagina, dire “sapete, questo mi ricorda quando…” e la storia sarebbe passata dall’ambientazione Disneyland ad un racconto ambientato da qualche altra parte. Beh, io volevo fare qualcosa di meglio! Tutta la mia storia si sarebbe svolta nel nuovo parco di divertimenti della Disney-MGM. Paperino avrebbe interagito con ogni attrazione del nuovo parco, con precisione geografica. Avrei poi inserito molti riferimenti divertenti a vecchi film e storie della Disney. E avrei anche utilizzato Topolino nella storia!

Ora, alcuni di voi sapranno che a mio parere personale nell’universo di Paperino, Topolino non esiste veramente. Almeno non come un compagno con cui Paperino potrebbe talvolta interagire. Ma ho pensato che sarebbe stato divertente, se avessi usato Topolino come fosse un famoso movie star nel mondo di Paperino e se l'azione avesse coinvolto un inseguimento da parte dei Keystone Kops (un famoso gruppo di poliziotti incapaci utilizzati nei film comici muti del produttore Mack Senneck tra il 1912 e il 1917 [n.d.t.]) attraverso il parco quando Paperino cerca di ottenere l'autografo del famoso Topolino. Alla fine ho pensato di avere fatto davvero un magnifico lavoro! Ho trascorso la maggior parte di gennaio creando un capolavoro che promuoveva ogni metro quadrato di quel nuovo parco a tema. Ma la storia non è stata mai prodotta. Disney ha respinto il mio script quando Gladstone glielo ha mostrato. Si potrebbe pensare che la ragione per il rifiuto fosse la maniera bizzarra in cui avevo utilizzato Topolino nel contesto della mia personale visione dell'universo dei Paperi. Si potrebbe pensare che fosse perché ho fatto troppi riferimenti a vecchi film o altri personaggi che sarebbero stati capiti solo da dei cinefili come lo sono io. Si potrebbe pensare che sia successo perché la gag di chiusura era basata su un vecchio modo di dire che potrebbe non essere più capito (e che magari gli europei potrebbero non capire?): “non ricordo il suo nome, ma la sua faccia fa suonare un campanello”. Ma no, nessuno di questi. Il motivo che mi è stato dato per il rifiuto della Disney era che hanno pensato che la mia storia era “troppo commerciale”. BOING! Eh? Non era proprio questa l’idea?!

Comunque, questo è l’unica storia dei Paperi che ho mai scritto che è stata respinta e di cui non ho completato la stesura. Ma ho salvato naturalmente il mio script/storyboard ed Egmont mi ha ora chiesto di utilizzarlo qui in questo volume, inserita in maniera cronologica, dove viene quindi stampato per la prima volta al mondo!”

















Images are © Disney and MGM

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